venerdì 27 gennaio 2012

27 Gennaio: Giornata della Memoria


Questa giornata ricorda il 27 gennaio 1945, data in cui venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz, uno dei luoghi più tragici dell'olocausto nazista. Il termine olocausto viene usato per descrivere il genocidio sistematico che portò alla deportazione e allo sterminio di 6 milioni di ebrei, 500.000 rom e sinti, oltre a migliaia di comunisti, lesbiche, gay e transessuali, malati di mente, pentecostali, testimoni di Geova, sovietici, polacchi e altre popolazioni slave.

La pratica della deportazione è stata applicata anche in una delle pagine più vergognose del colonialismo italiano: dal 1911 al 1934 furono deportati a Ustica migliaia di libici come ritorsione ad azioni di resistenza all'invasione italiana del loro paese. Centinaia di loro morirono di stenti e furono sepolti in una parte del cimitero locale, il cosiddetto Cimitero degli arabi.

Nel suo libro I sommersi e i salvati Primo Levi, sopravvissuto al lager di Auschwitz, riflette sul dovere e sulla difficoltà del portare testimonianza di eventi tanto terribili e scrive: È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto”.



Questi orrori sono stati realizzati dalla ferocia di governi ed apparati militari, ma non sarebbero stati possibili senza il consenso, la complicità o l'indifferenza di gran parte delle popolazioni. Sono questi atteggiamenti che ci sgomentano, le troppe volte che li troviamo riproposti nelle vicende di quotidiano razzismo che si manifesta con insopportabile violenza: l'incendio del campo rom della Continassa di Torino, nello scorso dicembre, o l'uccisione di due senegalesi a Firenze, negli stessi giorni, sono il frutto di una intolleranza diffusa nei confronti di chi appare diversa/o e solo per questo considerata/o un pericolo.

In molti paesi milioni di persone si sono opposte e si oppongono alle violenze del razzismo e delle discriminazioni, consapevoli che “Neppure è accettabile la teoria della violenza preventiva: dalla violenza non nasce che violenza, in una pendolarità che si esalta nel tempo invece di smorzarsi.” (Primo Levi, I sommersi e i salvati).

Non ci limitiamo alla semplice commemorazione:
ricordare è necessario e giusto, ma è altrettanto necessario assumersi la responsabilità di impegnarsi contro ogni forma di discriminazione di carattere etnico, religioso, politico e di orientamento sessuale.

Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando e distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti sottili modi la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine.
(Primo Levi, I sommersi e i salvati).

venerdì 30 dicembre 2011

Un'Altra Manovra E' Possibile?




Ci Dicono che a questa manovra non c'è alternativa



Ci dicono che tutte e tutti noi (tranne i ricchi!) dobbiamo fare sacrifici pesanti per “salvare l'Italia”. Ma non siamo convinte, e ci facciamo qualche domanda.

  • Perché in questo momento di grave crisi economica non un euro è stato tolto al bilancio del Ministero della Difesa? Perché il rigore vale per i/le pensionati/e e il welfare e non per i generali e le spese militari?
  • Perché sono stati confermati i finanziamenti per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 con una spesa prevista di circa 15 miliardi di euro (che saranno certamente molti di più)?

Nel nostro paese, si spendono per le armi e la guerra:
76 milioni di euro ogni giorno,
3 milioni di euro ogni ora,
50.000 Euro al minuto

I 15 miliardi di € che si spendono per l’acquisto degli F35 equivalgono al 75% dell'ultima manovra del governo Monti, che prevede minori servizi sociali, aumenti delle tariffe e delle tasse, tagli alle pensioni e agli Enti Locali per un totale di 20 miliardi. Se teniamo conto delle manovre che abbiamo già subito nel 2011 dal governo Berlusconi si superano i 60 miliardi.

Con i 15 miliardi che si potrebbero risparmiare cancellando l’acquisto degli F35, si potrebbero costruire 2000 nuovi asili pubblici, mettere in sicurezza oltre 10.000 scuole, garantire un’indennità di disoccupazione di 700 € per 6 mesi ai lavoratori parasubordinati che perdono il posto di lavoro.



In tutta la discussion in atto sulla manovra finaziaria, quasi totale
è il silenzio di destra e sinistra e dei media sul nostro bilancio della difesa.


Perché nessuno descrive lo scenario provocato dalle guerre condotte anche dai nostri governi calpestando la Costituzione e il diritto internazionale? Guerre che vengono chiamate “missioni di pace” ma in realtà provocano lutti, terrore, disperazione, stragi di civili, accaparramento da parte delle potenze occidentali di risorse per mantenere il loro modello di sviluppo. La manovra Monti assegna 700 milioni di euro per le “missioni di pace” anche se proprio in questi giorni è stato accertato che la NATO, nella guerra di Libia, ha provocato la morte di decine (centinaia?) di civili, che diceva di voler proteggere. E la NATO ha dovuto ammetterlo.

L’unica cosa certa è che le numerose guerre degli ultimi 20 anni non hanno risolto alcun conflitto, anzi spesso hanno lasciato una situazione peggiore.

BASTA CON QUESTA POLITICA DI MORTE

TAGLIAMO LE SPESE PER LE ARMI E LA GUERRA

martedì 20 dicembre 2011

Novembre con Le Donne Colombiane


Teresa Aristizabal - Mujer de Negro della Ruta Pacifica di Medellin - è stata il Italia dal 29 al 28 ottobre, realizzando insieme a noi incontri in diverse città. Scrive Patricia, che ha dato l'avvio all'iniziativa e organizzato questo tour:

"E' stata una esperienza molto bella, abbiamo vissuto momenti molto speciali di incontro di Teresa con istituzioni, organizzazioni e associazioni o gruppi di donne, gente che partecipava agli eventi pubblici ma anche giornaliste/i. L'entusiasmo e l'interesse che Teresa ha sempre suscitato sono stati straordinari, così come è stato straordinario per me che l'ho avuta ospite in casa mia e per le DIN di Bologna e non solo, e mi azzardo a interpretare tutte le altre che l'hanno ospitata nelle loro città (Torino, Schio, Vicenza, Padova, Modena), il rapporto di vicinanza, di affettuosità, di scambio e apprezzamento reciproco. E' stata direi anche la prima vera occasione in cui dopo un incontro internazionale abbiamo potuto parlare in molti luoghi della nostra esperienza e dare voce a chi aveva ospitato il XV Incontro Internazionale DIN oltre a poter dare seguito a quanto ci siamo proposte lasciando l'incontro. Ora si tratta di raccogliere i frutti dei mille semi che tutte abbiamo sparso..."


I semi hanno dato frutto: nell'intorno del 25 Novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne, molti gruppi DiN hanno organizzato su questo tema le proprie tradizionali manifestazioni di donne in nero: unendovi performances, flash mob, iniziative pubbliche con altre e altri.


Mentre ci stavamo preparando (anche ad un eventuale collegamento diretto con Buenaventura), veniamo a sapere che la situazione in Colombia, e in particolare nella regione di Valle del Cauca, a causa del maltempo e della tensione in seguito agli ultimi avvenimenti, impedisce l'installazione prevista di uno schermo gigante che sarebbe dovuto arrivare da Bogotà; Martha ci scrive raccontandoci il programma delle attività che prevedono di svolgere a Buenaventura:
""25 ore il 25 Novembre contro la violenza NI UNA MAS: questo è il titolo. Non avremo uno schermo gigante ma 4 grandi schermi led ubicati una in ogni angolo della piazza.
Noi inizieremo alle 24 del 24 Novembre con 4 programmi radio di coscientizzazione sulla violenza contro le donne in cui molte nostre voci si ascolteranno attraverso queste onde sonore.
I programmi radio dureranno fino alle 05:00 del mattino. Questa ora la chiamiamo "Alborada" (o "amanecer") e sarà molto rumorosa per rendere visibile la nostra giornata nella comunità.
A partire da questo momento si iniziano attività nei diversi quartieri e istituzioni educative.
A mezzogiorno iniziamo nello spazio degli schermi nella piazza...
Alle 19 viene organizzato un atto centrale delle Donne in Nero e della Ruta Pacifica, atto molto importante perché dà inizio alle attività della notte che realizzeremo nel centro della città, visitando bar, "negocios de fiestas y ruidos", sfidando un po' il pericolo, per coscientizzare tutti su questo tema; staremo così fino all'una di notte."


Le nostre attività in Italia continuano: raccogliamo firme sulle lettere all'Ambasciata Colombiana e le spediamo; nelle nostre istituzioni locali cerchiamo contatti per invitarle a prendere posizione, a dichiarare solidarietà alle donne colombiane e a invitare le istituzioni corrispondenti a fare quanto previsto dalle leggi nazionali e internazionali; prepariamo lettere da inviare alle parlamentari e alle europarlamentari italiane, invitando anche altre Donne in Nero Europee a fare altrettanto in occasione del 25 novembre.

Per i collegamenti SKYPE, a causa dei fusi orari, conveniamo che sia meglio che il collegamento sia fatto da Bologna a nome di tutte noi; le altre città cercheranno di registrare sul web videomessaggi prima del 24, in modo che possano essere trasmessi a Buenaventura nella piazza dell'Alcaldia, o nei momenti che le nostre amiche riterranno più opportuni.

E da noi:



  • A BERGAMO le Din manifestano nel pomeriggio del 25 davanti al comune, per poi partecipare ad un incontro organizzato dal Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo.
  • Ad ALBA nella manifestazione delle DiN c’era anche Amnesty con due appelli e le lettere per l’ambasciata di Colombia; e nel festeggiare i loro 20 anni registrano un breve videomessaggio che riguarda le compagne colombiane.
  • A BOLOGNA , oltre alla manifestazione, ci sono stati molti incontri e prese di posizioni ufficiali delle istituzioni; c’è un videomessaggio dalla Provincia inviato in Colombia, [www.provincia.bologna.it/probo/Multimedia/donneinneroprovincia.mp4], un altro video [http://youtu.be/cR3UEqZbF2s], uno del Comune [http://youtu.be/oXF-RsFyWzA], e finalmente quello della manifestazione.


    Dopo la manifestazione Patricia ci scrive "Purtroppo il collegamento SKYPE non è riuscito, quando mi sono collegata da casa con Martha, lei mi ha detto che le linee erano molto mal messe e per questo non si sono potute collegare. Abbiamo aspettato fino alle 9.00 al freddo rimanendo sempre più in poche ma purtroppo non è successo nulla. Abbiamo distribuito muñecas de proteccion che abbiamo fatto noi e qualche altra donna, sono state accolte molto bene.”
  • A COMO la presenza silenziosa del 25 è dedicata alle donne colombiane.
  • A FANO una prima manifestazione con striscione, le manine e un tavolino con materiale d'informazione e le lettere per l'Ambasciata Colombiana, poi un incontro pubblico, con proiezione di film; c'è stata partecipazione, ma soprattutto adesione e consapevolezza. Nella foto, appeso al tavolino dietro Roberta. si vede un grande cuore rosso, è il nostro forte abbraccio alle donne colombiane.
  • A MODENA nel consiglio provinciale mercoledì 23 ore 15,00 nel cui o.d.g. si ricordano le donne della Colombia; e c’è un appello della consigliera comunale in loro sostegno.
  • Anche a NAPOLI si è tentata la connessione senza riuscirci. Il 23, nell’uscita tradizionale, le DiN hanno invitato a partecipare all’evento del 25. Poi il 25 hanno prima partecipato al Consiglio Comunale tematico sulla violenza alle donne, e poi, all'interno del Maschio Angioino, insieme all'UDI hanno fatto l'incontro tutto dedicato alle donne di Buenaventura, con proiezione del filmato della Ruta, con il racconto e proiezione di foto dell'esperienza dell'incontro a Buenaventura. L'Assessora alla Pari Opportunità si é fatta carico, dopo la raccolta di molte firme, di convocare il Console di Napoli e consegnarle ufficialmente.
  • A PADOVA il 25 novembre ha visto al mattino un flash mob delle DiN e al pomeriggio l’uscita tradizionale, entrambe le iniziative sono state realizzato insieme con le donne del coordinamento provinciale “Senonoraquando”; oltre alle foto é stato realizzato un video che vuole essere un messaggio affettuoso per le donne colombiane.
  • A RAVENNA manifestazione con volantino, manine e cartelloni colorati, prendendo a prestito le parole e il linguaggio simbolico dei colori delle donne colombiane .
  • A SCHIO erano più di 35 donne in piazza; hanno preparato un mandala di rami verdi, fiori (ortensie, crisantemi gialli e bianchi, fiori profumati del nespolo giapponese). In mezzo la scritta STOP FEMMINICIDIO e la farfalla di Bogotà, e frasi scritte su cartoncino. Sulla parete del duomo hanno proiettato le immagini di Buenaventura. Hanno spiegato il significato della manifestazione e, prendendosi per mano, sono rimaste in silenzio. È stato importante coinvolgere tante donne (tante per Schio) e far approvare dal Consiglio Comunale l'o.d.g sulla violenza alle donne e il sostegno alle Donne di Buenaventura.
  • A TORINO nell’uscita del 18 si danno indicazioni dei successivi incontri: il 23 con le classi degli istituti superiori della circoscrizione 6, con Amnesty e i teatranti di Giallo Palo; il 25 con Amnesty; il 27 con Alma Terra, Giallo Palo, Amnesty. Proiezione di video, foto, racconti e testimonianze da parte nostra. Il videomessaggio è stato registrato il 23, per poterlo inviare in tempo.
  • A UDINE le Donne in Nero sono uscite in piazza con una performance molto suggestiva
  • A VERONA le Donne in Nero sono uscite con volantini e cartelli.

martedì 22 novembre 2011

25 ORE IL 25 NOVEMBRE CONTRO LA VIOLENZA - NI UNA MAS.

Il 25 novembre è il giorno stabilito dalle Nazioni Unite nel 1999 come Giorno Internazionale per l'Eliminazione della Violenza Contro le Donne: una data che ricorda l'assassinio nella Repubblica Dominicana nel 1960 delle tre sorelle Mirabal che si opponevano al dittatore Trujillo, per il cui ordine furono uccise. Purtroppo, in questi anni la situazione non è migliorata.
Insieme alle organizzazioni di donne di tutto il mondo, denunciamo la violenza sulle donne, quella politica e legata ai conflitti armati, così come quella domestica che in tutti i paesi è la prima causa di morte per le donne.


Quando in tutto il mondo le donne rivendicano la loro libertà di decidere della propria vita, molti, troppi uomini reagiscono con rabbia infliggendo umiliazioni, esclusioni, percosse e violenze. E’ proprio il persistere della disparità di potere tra uomo e donna a causare i conflitti più diversi, dall’ambito familiare, privato, a quello politico dei rapporti tra le nazioni.


Là dove imperversano guerre e conflitti armati, la voce delle donne è cancellata dal rumore delle armi: alle loro richieste di dignità, rispetto e libertà si risponde con violenze, stupri, omicidi. Non già incidenti di percorso, effetti collaterali, come molti, troppi uomini sostengono, ma strumenti deliberatamente pianificati.

Nell'agosto di quest'anno si è tenuto a Bogotà in Colombia il XV Incontro Internazionale delle Donne in Nero: abbiamo così potuto conoscere la difficile situazione delle donne colombiane in particolare quelle che vivono nella città di Buenaventura dove tutti gli attori armati sono presenti, dai paramilitari alla guerriglia, dai narcotrafficanti all’esercito, alla polizia, in lotta per il controllo del territorio. 
Ne deriva una pesante militarizzazione della vita civile, una concezione della sicurezza basata sul ricorso alle armi, la delazione, la violenza come forma di gestione dei conflitti, con gravi conseguenze sulla vita della popolazione, soprattutto femminile.

Ma le donne sono anche molto organizzate e reagiscono chiedendo giustizia con coraggio e tenacia.

Il 24-25 Novembre a Buenaventura 
Le donne colombiane della Ruta Pacifica lancieranno 25 ore di attività:

  • Programmi radio di coscientizzazione sulla violenza contro le donne. I programmi radio dureranno fino alle 05:00 del mattino. Questa ora la chiamiamo "Alborada" (o "amanecer") e sarà molto rumorosa per rendere visibile la giornata nella comunità.

  • Attività nei diversi quartieri e istituzioni educative.

  • A mezzogiorno saranno in piazza dove ci saranno degli schermi videomessaggi di solidarietà saranno mostrati

  • Alle 14:00 alla Camera Di Commercio i risultati dell'indagine sulle cifre della violenza sulle donne saranno resi pubblici. I saluti delle donne in nero italiane, spagnole, e statunitensi verranno ricevuti.
  • Alle 19 viene organizzato un atto centrale delle Donne in Nero e della Ruta Pacifica, atto molto importante perché dà inizio alle attività della notte che realizzeremo nel centro della città, visitando bar, "negocios de fiestas y ruidos", sfidando un po' il pericolo, per coscientizzare tutti su questo tema; staremo così fino all'una di notte.
Noi, come Donne in Nero, ci siamo impegnate a promuovere nei nostri paesi varie iniziative a sostegno delle donne della Colombia.

Cosa facciamo in Italia intorno al 25 novembre  



Si terranno vigil delle Donne in Nero sulla situazione delle donne colombiane;

18 Novembre a Torino

25 Novembre:

  • A Padova, Piazza dei Signori, ore 16.00

  • A Schio, Piazza A. Rossi, Ore 18.00

  • A Bergamo, davanti a Palazzo Frizzoni, Ore 16.30

  • A Bologna, Piazza Re Enzo , Ore 17.30

  • E anche a Como e Fano.
26 Novembre
  • A Alba, Via Maestra davanti a S. Damiano, Ore 18.00

  • A Udine, Piazza Belloni, Ore 16.30

  • E anche a Ravenna e Verona
Altre attività:
23 Novembre


  • Le Donne in Nero di Bologna avranno una connessione via Skype con la Ruta Pacifica a Medellin;

  • A Torino, incontro con studenti delle scuole superiori e con altre organizzazioni

25 Novembre

  • Saranno inviati videomessaggi alle donne colombiane dal Comune di Bologna e da altre città dei dintorni, organizzati con i gruppi e le associazioni che hanno incontrato Teresa Aristizabal durante il suo soggiorno in Italia.

  • A Fano, in serata, proiezione di un film contro la violenza sessuale nei conflitti armati.

  • A Napoli, attività con il Comune di Napoli e altre associazioni di donne, Maschio Angioino, Sala della Loggia, ore 16-19.

  • A Padova, si terrà un flash-mob che sarà registrato e inviato come videomessaggio in Colombia.

  • A Torino le Donne in Nero parteciperanno all'incontro organizzato da Amnesty International sulla loro campagna contro la violenza sulle donne in Colombia, Bistro Pausa Cafe, Corso Torino 78, Gruigliasco, ore 21.
27 Novembre
  • A Torino, incontro pubblico sulla violenza contro le donne, in Colombia e in Sud America.

Inoltre:

  • Continuiamo a raccogliere firme di singoli/e sulla lettera preparata per l'Ambasciata Colombiana in Italia, di cui abbiamo già spedito molte copie

  • Abbiamo anche preparato lettere che abbiamo inviato alle nostre Parlamentari e alle Palamentari EU;

  • Abbiamo anche chiesto a membri delle istituzioni locali, come il Comune, la Commissione pari Opportunità, o simili, di prendere posizione contro la violenza sulle donne e il femminicidio, e di scrivere una dichiarazione da inviare alle corrispondenti istituzioni in Buenaventura.

Videomessaggi

Torino abbraccia Buenaventura (3 parti)









Provincia di Bologna

martedì 15 novembre 2011

Liberate i Freedom Riders Palestinesi


Colui che accetta passivamente il male è tanto coinvolto quanto chi aiuta a perpetrarlo. Accettare il male senza protestare contro di esso è davvero cooperare con esso

Martin Luther King

Oggi, un gruppo di palestinesi ha messo in campo un'azione per protestare contro le politiche di segregazione, in West Bank, tentando di prendere un autobus per Gerusalemme, interdetto ai Palestinesi.

Sono riusciti a prendere il quinto autobus che è passato (gli altri non si sono fermati), arrivando fino al checkpoint di Hizma, seguiti dai soldati israeliani.
Una volta lì, l'autobus è stato fatto entrare, intenzionalmente, per pochi metri sul lato israeliano, l'autista è stato mandato via, i soldati hanno circondato l'autobus e ai Palestinesi sono stati controllati e ritirati i documenti. Inviati a scendere, i palestinesi hanno offerto una resistenza passiva, reclamando il proprio diritto ad andare a Gerusalemme. Poi i soldati li hanno fatto scendere con la forza.

Sono stati tutti portati al posto di polizia di Atarot. L'accusa è di "ingresso illegale" in Israele.

Scriviamo a Netanyahu e al Governo israeliano, chiedendo il rilascio dei "Freedom Riders" Huwaida Arraf, Fadi Quran, Mazen Qumsiyeh, Bassel Al Araj, Badee' Kweik e Nadeem Alsharbati:

bnetanyahu@knesset.gov.il
noc@tehila.gov.il

domenica 13 novembre 2011

Freedom Riders Palestinesi Sfidano la Segregazione


Attivisti palestinesi dei comitati popolari ripeteranno i viaggi del Movimento per i diritti civili negli Stati Uniti verso il Sud salendo in Cisgiordania sugli autobus pubblici israeliani segregati, verso Gerusalemme est occupata.


Quando:
martedì 15 novembre 2011 -
punto di incontro al Palazzo della cultura di Ramallah.




Martedì prossimo, attivisti palestinesi tenteranno di salire sugli autobus pubblici israeliani che andranno dalla Cisgiordania a Gerusalemme est occupata, come atto di disobbedienza civile ispirata dal movimento statunitense per i diritti civili degli anni '60.


Cinquanta anni dopo quei "viaggiatori per la libertà" che organizzarono percorsi di autobus con bianchi e neri per le strade del Sud statunitense segregato, i viaggiatori della libertà" palestinesi affermeranno il loro diritto alla libertà e dignità creando scompiglio nel regime militare dell'occupazione, attraverso la disobbedienza civile.




I viaggiatori della libertà intendono mostrare i tentativi di Israele di tagliar fuori Gerusalemme est occupata dal resto della Cisgiordania e il sistema di apartheid che Israele ha imposto ai palestinesi nei territori occupati.


Alcune compagnie israeliane, tra cui Egged e Veolia, gestiscono decine di linee che attraversano la Cisgiordania e Gerusalemme est occupate, molte di loro vengono finanziate dallo Stato. Attraversano diverse colonie israeliane, collegandole tra loro e con le città in Israele. Anche per alcune linee che collegano Gerusalemme ad altre città in Israele, come Eilat e Beit She'an, è previsto il passaggio attraverso la Cisgiordania.

Gli israeliani non subiscono quasi nessuna limitazione alla loro libertà di movimento nei territori occupati palestinesi ed è concesso loro perfino di insediarvisi, contro il diritto internazionale. Invece, ai Palestinesi non è consentito entrare in Israele senza un permesso speciale delle Autorità israeliane. Perfino il movimento dei palestinesi all'interno dei territori occupati è pesantemente limitato, poiché l'accesso a Gerusalemme est occupata e circa l'8% della Cisgiordania nell'area di confine sono vietati, senza analogo permesso.


Dato che ufficialmente non è proibito ai palestinesi di usare il trasporto pubblico israeliano in Cisgiordania, queste linee sono effettivamente segregate, dal momento che molte di loro passano attraverso insediamenti solo ebraici, ai quali è vietato l'accesso ai palestinesi per decreto militare.


http://www.popularstruggle.org/

sabato 12 novembre 2011

NO AGLI F35



L'acquisto e l'assemblaggio di cacciabombardieri F-35 nello stabilimento che Lockheed Martin ed Alenia stanno facendo costruire all'interno dell'aeroporto militare di Cameri, a pochi chilometri da Novara, costituiscono l'ennesimo spreco di soldi pubblici.

La ditta vicentina Maltauro, che ha vinto l'appalto per la costruzione dei capannoni dall'inizio del 2011, ha cominciato i lavori.

Mentre si tagliano spese sociali, sanità, pensioni, scuola, ecc., si spendono venti miliardi di euro per produrre strumenti di morte e distruzione (131 sono i cacciabombardieri che saranno acquistati dall'Italia).



Scarse saranno le ricadute occupazionali sul territorio; al contrario queste risorse saranno sottratte ad altre attività socialmente utili che creerebbero posti di lavoro e benefici sociali (energie pulite e rinnovabili, servizi sociali, istruzione, ricerca, cultura, difesa del territorio, ecc.)

Inderogabili ragioni morali contrarie alla guerra e a tutte le fabbriche di armi, unite alla pesante crisi economica, che viene fatta pagare ai cittadini (soprattutto ai ceti sociali più deboli) e tocca le tasche e la vita di tutti, ci costringono a prendere una posizione chiara e decisa.

Per questo continuiamo un percorso di decisa critica pubblica al progetto e proponiamo una Manifestazione di carattere nazionale da tenersi a Novara nella giornata di sabato 12 novembre 2011.


Chiediamo l'apporto plurale di diverse realtà che concordino nel contrastare la costruzione e l'acquisto dei cacciabombardieri F-35 (ed il relativo spreco di almeno venti miliardi dei nostri soldi) e rivolgiamo un appello a tutte/i ad aderire e partecipare.