Ogni anno, in ogni città, le autorità civili, militari, religiose, si ritrovano tutte unite per legittimare eserciti e guerre e coprire con i veli della retorica la realtà di “un’inutile strage”.
"Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; (B.N. Anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria, 1916) |
“L'Italia ripudia la guerra” afferma la nostra Costituzione, ma ripudiare la guerra significa non solo non fare guerre, ma anche non costruire, vendere e acquistare strumenti di guerra: né basi né armi. La produzione e il commercio di armi, la costruzione e il mantenimento di basi militari, tutto questo ci riguarda come cittadine che non si rassegnano alle scelte di guerra, ma si impegnano per contribuire alla costruzione di una società giusta, solidale e di pace prefigurata dalla Costituzione.
Noi pensiamo che l’uso della violenza e la cultura delle armi siano le più assurde, le più stupide, le più crudeli attività che l’uomo abbia messo in campo nel corso della storia.
Per affrontare i problemi sempre più gravi del nostro tempo non servono altre basi, altri soldati, altre armi, occorre la co-responsabilità e la collaborazione internazionale, la solidarietà civile, fuori da ogni logica militare e di potere.
Non vogliamo essere complici del militarismo , ovunque si manifesti e in particolare nel nostro paese, con la concessione dell'aeroporto Dal Molin per una nuova base militare statunitense, la crescente militarizzazione della Campania (dal porto di Napoli alle basi militari, dalle fabbriche di armi alle discariche…), il magazzino di armi nucleari ad Aviano, il continuo aumento delle spese militari, la costruzione dei cacciabombardieri F35, la partecipazione a spedizioni militari camuffate da missioni di pace...
La militarizzazione del territorio non solo non ci dà, ma ci toglie sicurezza e libertà'. Per sentirci più sicure abbiamo bisogno di rispetto e di riconoscimento della nostra libertà, dignità e autodeterminazione.
Invitiamo tutte le donne che rifiutano la logica della guerra a participare.
Donne in Nero
Padova 4 novembre 2009