sabato 9 novembre 2013

Nazioni Unite Risoluzione 1325: Donne, Pace e Sicurezza

 



Con la nonviolenza continueremo a lottare per la smilitarizzazione sociale e contro la guerra. 



 




Il 31 ottobre 2000 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite indicò preoccupazione per quanto riguarda il fatto che i civili, soprattutto donne e bambini, costituiscono la grande maggioranza delle vittime nei conflitti armati. 

Il carattere patriarcale e militarista della risoluzione 1325 si riflette nel fatto che si tratta quasi esclusivamente con il tema della guerra e del conflitto militare come un permanente stato di cose, naturale e inevitabile, il che è in contraddizione con il ruolo delle Nazioni Unite nel mantenere la pace e la sicurezza del mondo. 


Crediamo che con questa risoluzione, l'ONU sta cercando di glorificare la guerra e allo stesso tempo offre la guerra come alternativa per la risoluzione di conflitti e guerre, insomma, perpetuandoli. Noi affermiamo che la guerra e il militarismo che essa genera sono il principale nemico della società civile, delle donne e dei bambini. 


A seguito di cessate il fuoco in una guerra, l'ONU invia i Caschi Blu, eserciti umanitari, alle zone di conflitto. Invece di proteggere le donne, in molte parti del mondo, queste forze sottopongono le donne e le ragazze ad abusi sessuali, approfittando della prostituzione a cui si sentono condannati dalla povertà estrema in cui vivono, o approfittando della sfruttando la schiavitù sessuale di donne controllate dalle mafie, a volte violentandole. Stupri che rimangono in impunità a causa della protezione offerta ai soldati. 


La sicurezza umana va oltre l'intervento militare. Come riconosciuto dalla stessa ONU, parlando di sicurezza si deve anche parlare di sicurezza per quanto riguarda il cibo, l'ambiente, società, economia, ecc 


In ambienti familiari e di lavoro, le donne vivono anche un'esistenza condizionata dalla violenza esercitata su di loro. Una donna viene uccisa o maltrattata per non svolgere il ruolo previsto per lei. Fino a quando i governi ritengono che questo tipo di violenza appartiene al settore privato, sarà sempre presente nelle nostre società. 


La sicurezza è l'assenza di violenza contro le donne, la parità di accesso al potere (politico, economico e sociale). La lotta contro la violenza nei confronti delle donne deve essere incorporata nelle strategie di sicurezza nazionale. 

Nel 13 anniversario della Risoluzione dell'ONU 1325 riteniamo che tutte le guerre sono illegali e illeggit­time e chiedono all'ONU:

  • di considerare le guerre come una zavorra per tutto l'ecosistema e di sollecitare i governi a smilitarizzare i loro pae­si. 
  • di abolire l'immunità dei membri delle missioni di pace delle Nazioni Unite, e­ di sanzionare i crimini sessuali e di altro genere, per porre fine all'impunità.
  • di destinare le spese militari a fini sociali, all'educazione, alla sanità, alla cultura,alla cooperazione e alla sicurezza delle donne.
  • di considerare la responsabilità morale, civile e penale di chi ordina azioni militari che ottengano come risultato vittime fra i civili.
Nella legge di stabilità sono 23,6 i miliardi di euro stanziati per l’acquisto di sistemi di difesa e armamenti. Oltre a questo, la stessa legge prevede che i ricavi dalla vendita di caserme o poligoni siano utilizzati per l’acquisto di ulteriori sistemi militari. Non si potrebbe pensare di mettere a disposizione il patrimonio immobiliare militare in disuso per affrontare l'assoluta mancanza di sicurezza di coloro che non hanno casa?
 


Fuori la guerra e la violenza dalla storia e dalle nostre vite

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